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lunedì 3 settembre 2012

Sorkinismo, alieni, smarmellamenti e liceali idiote

In tema con la costruzione media di OGNI FOTTUTA PUNTATA di The Newsroom, eccovi un bel flashback. Del post che avevo scritto ad agosto e poi non avevo mai pubblicato perché la vita fa schifo e cose così. Un attimo che faccio partire l'effetto smarmellato... ecco. Enjoy.


Ci sono cose che non capisco e probabilmente non capirò mai. Tipo il finale di Lost, la quarta stagione di Fringe, la cancellazione di Firefly. Ma soprattutto non capisco dove vanno i pensionati la mattina. È uno di quei misteri di cui non si parla, che pare quasi brutto fermare l'anziano che ti frega il posto sull'autobus alle sette e mezza e chiedergli “Oh nonno, ma dove cazzo stai andando?”. Sarà che io mi immagino un'idilliaca vita in pensione in cui dormo e cazzeggio davanti al computer, ormai libera da quelle questioni considerate universalmente importanti tipo “farmi un futuro”, che non capisco perché uno, superati i 70, debba per forza infilarsi su un autobus affollato all'alba (d'estate con 30 gradi, d'inverno a meno 15) invece che starsene a dormire. Ma dove vanno? Sono intorni a noi? Ci osservano? Non vogliono che ci sediamo comodi perché se no ci rammolliamo?
In sostanza in questi giorni sono in ferie forzate, nel senso che non le dovevo fare e me le hanno date e così invece di andare a fare un viaggio, scoprire me stessa, sperperare tutti i 182 euro che ho sul conto in banca in mojiti su spiagge lontane, son stata a casa e ho fatto maratone di Fringe. Quindi ora come ora sono un po' paranoica. Però, non dovendomi alzare all'alba e pormi domande sulle reali intenzioni dei settantenni sui bus, ho ripreso il mio classico fuso orario di tokio da sessioni telefilmiche intense. Tipo stamattina, alle 5 e mezza, quando mi son detta: “dai bon, mi guardo ancora l'ultima di The Newsroom e poi dormo”.

The Newsroom

In sostanza, per farla breve, The Newsroom è abbastanza brutto. Però ha ritmo e quando lo guardi non ti annoi, quindi è difficile accorgersene. Di questa serie potrei scrivere per ore, sparando mille supercazzole sulle REALI INTENZIONI DI SORKIN. Io credo che Sorkin, come all'incirca tutti gli scrittori che vogliamo definire tali, sappia scrivere una e una sola storia. E finora l'ha sempre fatto da dio. A sto giro, no. O perlomeno finora, ha toppato. L'impressione che ho guardando The Newsroom è questa: se ci fosse un manuale intitolato “Sorkinism: come scrivere una serie televisiva di Aaron Sorkin in 10 passi” e venisse regalato al primo che passa e che cercava solo il bagno, ordinandogli due stagioni, beh questo tizio tirerebbe fuori alla fine The Newsroom. Magari gli verrebbe un filino meno retorica, forse. Il punto è che nelle precedenti opere di Sorkin i personaggi, prima di tutto, soprattutto, avevano anima. Venivano fuori dallo schermo da quanto erano tridimensionali. Qui, no. Sono piatti, marionette mosse da un dio impazzito di Sorkinismo. E ogni volta che dicono una battuta quasi mi aspetto che si girino verso l'obiettivo dicendo “ehi, quanto era da West Wing questa?”.


Falling Vermoni Giganti Skies

Tra le cose che non capisco c'è anche il fatto che quest'anno mi piace Falling Skies. Sì, sì, proprio la serie che ho preso per il culo tutta l'estate scorsa. Quella con gli alieni vermoni, il dottor Carter e noia a fiumi. E invece no. E invece sai che questa seconda stagione non è male? Forse il motivo è uno e uno solo: succede qualcosa. Tipo che ho anche visto puntate diverse l'una dall'altra, un pochino di evoluzione dei personaggi, qualche mistero neanche messo su malaccio. Insomma, una serie estiva completamente inutile. Che è tutto quello che voglio dalla vita ad agosto, in città.


Pretty Little Liars

Veniamo alla serie che mi ha cambiato la vita. Per chi non conoscesse questo capolavoro, riassumo: ci sono 4 ragazzine del liceo che una volta avevano un'amica comune che le trattava malissimo, gli fregava i vestiti, diceva “siete grasse!” e aveva un sacco di segreti. Quest'amica comune viene trovata morta, uccisa. Chi è stato? Secondo me son state loro e non se lo ricordano perché sono troppo idiote, ma gli autori purtroppo continuano a sfanculare la mia tesi mettendo in mezzo un misterioso personaggio chiamato A (leggi: EI). EI sostanzialmente manda sms misteriosi, organizza trappole stupidissime e terrorizza le 4. Che dal canto loro sono 3 stagioni che invece di andare SUBITO alla polizia (scene di isterismo duranti gli episodi, io in preda al deliro che urlo “Ma andate dalla polizia cazzo!!!”) pensano bene di tenere tutto segreto, raggiungendo livelli altissimi di cose fatte a caso e intricando la situazione oltre ogni dire. Eppure, sì c'è un eppure. Eppure alla fine questa EMERITA CAZZATA si lascia guardare come se non ci fosse un domani. Che poi in fondo, il mondo fa schifo e probabilmente come me fate un lavoro di merda, quindi vaffanculo i professionisti di Sorkin. Liceali idiote tutta la vita.  

Effetto smarmellato OFF. E ora andate a vedere la 7x01 di Doctor Who. Geronimo

giovedì 29 marzo 2012

Non son mai contenta

Avete mai la sensazione di avere già fatto tutto? Di avere già vissuto tutte le vite possibili? E di avere già detto le battute più belle e passato le serate migliori? O tipo di avere fatto più lavori di quelli che avrebbero potuto fare in una vita 10 persone diverse vissute in periodi normali? 

Traslando, ho già visto tutte le serie davvero belle? Per esempio, una volta visto tutto Doctor Who, vale ancora la pena perdere le ore davanti al computer sperando che qualcosa gli si avvicini anche solo lontanamente? 
Boh. Anche chissenefrega, perché comunque non abbiamo molta scelta. E in quest'epoca di fuffa sempre meglio annullarsi il cervello davanti a Mad Men, piuttosto che fissare le crepe nel muro. 

Intanto, trailer superfigo della settima stagione del Dottore.



A proposito di Mad Men, non sarà il Dottore, sarà una serie iper-sofisticata e tutta di messa in scena e dialoghi taglienti, però la premiere della quinta stagione è un piacere per le sinapsi. Sullo sfondo ho visto chiaramente uno striscione che diceva “Ehi, questa è una serie intelligente per gente intelligente” firmato “Gli Autori” e non ho potuto fare a meno di annuire. Certo, l'immagine di me in pigiama in pieno pomeriggio, sul divano con una birra sminuiva un po' il messaggio, ma ormai ho accettato con un certo sollievo di non essere più “giovane e dinamica” come ti vorrebbero i selezionatori del personale. Che a pensarci è pure un buon metodo di scrematura: se scrivessero “cerchiamo persone non più tanto giovani, svogliate e disilluse con poca voglia di sbattersi ancora” sarebbero probabilmente sommersi dai curriculum (no, davvero, mi rifiuto di scrivere curricula e poi tanto a incazzarsi per chi non sa il latino o i congiuntivi è rimasto solo Augias). 



Touch 
“Eh ma 24 era più figo”, tratto da “Il commento medio su questa serie, dovuto al fatto che il protagonista è Kiefer Sutherland”. 
Ecco no, Touch non è 24 e finora non è neanche una bella serie. C'è Kiefer (no, non lo chiamo Jack Bauer, smettetela) che fa il padre vedovo di un bambino autistico che non parla e non vuole essere toccato. Però il ragazzino passa le giornate a scrivere numeri su un quadernetto e invece di dare una mano e fornire quelli del lotto, tira fuori numeri di telefono. Nel frattempo in India qualcuno picchia qualcun'altro, in Iraq scoppiano bombe, un tipo perde l'aereo, un altro rovescia le ceneri del padre e due prostitute quindicenni giapponesi urlano fastidiosamente. E alla fine è tutto collegato. Perché ci sono i gradi di separazione e robe simili. Questo è Touch. Sostanzialmente un insieme di cose già viste. C'è Numbers, c'è il film Crash, c'è il dramma famigliare. Ma soprattutto c'è noia e sguardi intensi, due elementi sempre strettamente collegati. Però poi magari è come Fringe e diventa figo. 



A proposito di Fringe 
L'avevo già previsto qui, che sarei arrivata a smentirmi. 
Perché la terza stagione di Fringe è fighissima. 











GCB 
Allora, c'è Brook McQueen di Popular che torna a Dallas, sua città natale, dopo esser rimasta vedova e con 2 figli a carico. No, ma non è un dramma eh. Fa ridere. 
Dovrei dire dire di più? Magari accennare un minimo di trama o riflessione? No, davvero, cheppalle. Dico solo che se vi perdete questa premiere non succede niente. Poi se diventa bello come Fringe (oddiooo quanto è figo Fringe) ce ne accorgeremo e lo recupereremo (sì, sì, come con Fringe). 


Random
Poi ho visto anche 6Degrees, serie irlandese su un gruppo di ventenni che vivono in un dormitorio e probabilmente faranno cose e vedranno gente e Laid, serie australiana su una tizia che scopre che i suoi ex stanno morendo o son morti e forse è colpa sua. 
Giudizio: niente di che.

martedì 11 ottobre 2011

Cose vecchie cose nuove cose da dimenticare presto

Quando dico che non sto guardando quasi più niente la gente non ci crede. E fa anche bene, perché magari è un periodo un po' così, ma le cose importanti alla fine le faccio sempre. E quindi nonostante tutto, tra serate da dimenticare subito, altre da ricordare tanto, giornate sì, giornate meh, tra il mio amato pc sperduto chissà dove (ti penso tanto amato pc), tra questo mac dell'86 recuperato dagli scarti della sorella anche lei sperduta chissà dove (che devo scoprire che è a venezia e poi è a milano no poi è di nuovo a torino perché si tagga su 4square), comunque, nonostante tutto, HO FATTO UN RECUPERO IERI CHE NEANCHE VE LO IMMAGINATE.

Allora, ricapitolando, il paese sta fallendo, non c'è lavoro, siam disillusi, ascoltiamo Vasco Brondi neanche fosse Gesù e i sentimenti, pure quelli, sono ai minimi storici.
Ma, ehi, anche chissenefrega, cioè, avete visto quante serie nuove sono uscite quest'anno?

Innanzitutto, cose vecchie.

Misfits. È uscito il webisode di addio a Nathan. Fa schifo e sono offesa. E non ho nient'altro da aggiungere.

Doctor Who. Possiamo dichiarare archiviata la sesta stagione e io ho imparato a voler bene a Matt Smifffffff, anche se non è Tennant. Anche se con gli ultimi soldi ho comprato su ebay il poster di The End of Time che ora campeggia tamarrissimo nel mio salotto.

Per restare in tema, Community è ricominciato col botto citando il Dottore nei primi 10 minuti (sì, Inspector Spacetime, sto parlando con te).

Poi son ricominciate un sacco di altre cose, ma l'unica a cui penso e che attendo con ansia sempre è, me ne vergogno, Gossip Girl. No davvero, è bellissimo quest'anno. Ci sono storie di principi farlocchi, tizie che trovano lavoro da produttrici di Hollywood camminando sul lungo mare, Chuck Bass che paga gente a caso per farsi picchiare perché “non sento più nulla, neanche il dolore”, il dramma del Grande Gatsby dei poveri di lonely boy, Nate che si fa Liz Hurley sul pavimento (che ok è inglese, ma se vuoi fare la figa strizzandoti dentro a dei tubini rossi e tacchi Louboutin non puoi, NON PUOI, avere l'accento del peggio mercataro di Hackney) e poi robe random, inaspettate, fuori di testa, prodotte da dei deficienti bendati, picchiati, torturati al grido di “scrivete male!”. Ecco, Gossip Girl è fantastico.

Cose nuove.

I nuovi pilot (qualcuno) dell'autunno 2011. Nota: una cosa positiva c'è, quando ho controllato i calendari delle uscite sembrava che rinunciare a quel poco di vita sociale che ancora mi rimane fosse inevitabile. Sembrava tutto fighissimo. E invece, come al solito, quando una serie è figa sulla carta, di solito poi fa schifo. Succede anche con le persone. Son lezioni di vita che regalo così, gratis.

American Horror Story: visto ieri sera tardi. Lì per lì ho pensato è 'na stronzata. Poi però mi son cagata sotto tutta la notte, sognando tizi vestiti di lattice nero e governanti vecchie ma giovani no ma poi di nuovo vecchie no poi giovani e zoccole (avevo sbagliato e scritto ZOZZOLE prima, che forse rende anche meglio. LOL). Non lo so se è bello, ci devo riflettere. Però paura fa paura. Anche se è di Ryan Murphy, che aveva vinto tutto con Nip/Tuck, però poi ha fatto Glee finendo nella mia personale classifica di sceneggiatori da evitare come il bacio della vecchia zia a natale.

Ringer: una serie di merda con Sarah Michelle Gellar vale quaranta minuti settimanali del mio tempo solo perché c'è Sarah Michelle Gellar? NO. Ecco, Ringer è noioso. È pure un po' offensivo. Ricorda un po' quei film del sabato sera di Rai Due, quelli coi titoli fotocopia. Nella tela dell'assassino. Nella mente del serial killer. Nel qualcosa di bastardo di qualcuno di stronzo. Ecco. A sto punto guardo quelli. A sto punto esco e parlo con la gente.


The Secret Circle: io che sono un amante dei telefilm trash della CW aspettavo con ansia questo teen-drama con i maghi. E ho fatto male. Una cosa bella delle serie per adolescenti è che i protagonisti spacciati per 16enni di solito han 30anni. E quindi se il personaggio maschile è figo, è figo per davvero e non rischi l'arresto se pensi che lo sia. Qui invece, questi maghetti del cazzo hanno davvero 15anni. No, ma siamo impazziti?

Terra Nova: eccoci al capitolo “Perché?”. Terra Nova partiva da premesse della madonna: viaggi nel tempo e dinosauri. Mai più senza. E invece è un triste family drama con ogni tanto dei dinosauri fatti al computer da uno che non aveva voglia.  Trama: in un lontano futuro la terra farà cagare. Saremo costretti a fare non più di due figli per coppia (ah quindi le coppie esisteranno ancora? Questo sì che è brutto), vivremo in loculi di due metri per due però avremo le porte elettriche che si aprono col pulsante (geniale, considerato che le risorse energetiche sono a puttane) e ci vestiremo un po' da esploratori cazzuti, con i completi in beige e marrone e gli anfibi (io personalmente li adoro, questi futuri apocalittici in beige). Poi però, GLI SCIENZIATI scopriranno un portale verso una dimensione parallela che se lo attraversi ti ritrovi nel Cretaceo. Non il nostro Cretaceo. Quello della dimensione parallela. Ci siete? Quindi, ideona. Attraversiamo il portale e rifondiamo una terra nuova. Ok, a questo punto, io mi aspetto grandi casini coi dinosauri, sangue, dilemmi esistenziali. Insomma, un True Blood con gli pterodattili. E invece, mi sono sorbita più di un'ora di menate famigliari, di ridicoli scontri padre-figlio, di ridicoli baccagli tra il figlio e la prima tizia figa che passava per lì, di scene fracassone con effetti speciali che chiamarli effetti speciali è fare un torto agli effetti speciali. No, Terra Nova è una merda. E dire che le premesse c'erano. C'erano un sacco.

The Playboy Club: andate a guardarlo subito. Io una parodia di Mad Men e in generale dei film ambientati negli anni '60 così fatta bene non l'avevo mai vista. C'è tutto. La bionda scema che vuol fare la cantante, il tizio figo che fuma e si suppone dica cose epiche perché anche se dice solo “ehi” parte subito un accompagnamento musicale solenne, ci sono i mafiosi stronzi, la voice over noir che dice banalità, gente che beve brandy a qualsiasi fottuta ora del giorno, grandi verità sull'universo femminile (quelle frasone tipo “una donna ha bisogno di un uomo perché un uomo ha bisogno di una donna che ha bisogno di un uomo...”) e via così. Dritti dritti fino alla cancellazione. Eh sì, l'han già cancellato. Non capisco perchè.

Vabbè, basta, questi son quelli brutti. Ce ne sono anche di belli, ma non è molto divertente parlarne.

giovedì 25 agosto 2011

Torchwood - stagioni 1 - 2 - 3

Recuperare una serie tutta di fila è un'esperienza diversissima dal seguirla in pari con la programmazione, vedendo un episodio a settimana. Non si ha il tempo di metabolizzare niente e i cliff si annullano, per cui più che l'ansia da cosa succederà, c'è l'ansia da oh mio dio quanto è cambiato quel personaggio in soli 5 episodi oppure, peggio, non posso credere che tizio sia morto se solo 17 episodi fa l'avevo dichiarato il mio preferito (quando 17 episodi significa all'incirca stamattina). E poi succede anche un'altra cosa: ti affezioni ai personaggi come se fossero amici tuoi, anche perché in effetti vedi più loro dei tuoi amici veri. Questa premessa un po' triste è perché non so bene cosa dire su Torchwood, serie recuperata e vista TUTTA in una settimana (vabbé son inglesi, il numero di episodi a stagione è irrisorio). Torchwood, nella sua assoluta semplicità, è una serie complessissima, piena di difetti ma anche di pregi assoluti. Innanzitutto è uno spin-off e gli spin-off non hanno mai vita facile, perché inevitabilmente, per quanto cerchino di staccarsene, uno non può fare a meno di far paragoni con la serie madre. Poi, se come in questo caso la serie madre è La Serie per eccellenza le cose si fanno più difficili. Insomma Torchwood aveva addosso una responsabilità non da poco e soprattutto, è inevitabile, ma ogni volta che le cose si mettevano male io pensavo “ma tipo chiamare il Dottore? Persino quell'inutile essere che risponde al nome di Martha Jones ha il numero di telefono del Tardis”. Poi, uno spin-off dovrebbe stare in piedi da solo. Ok, ipotizziamo una scenario davvero improbabile però possibile: uno inizia a guardare Torchwood, senza avere la più pallida idea di cosa sia e chi sia il Doctor Who. Ecco, non è che non capisce, però gli rimarranno dei dubbi atroci (e se è furbo va a colmarseli), perché per la vecchia regola del cinema “se faccio vedere una pistola nel primo tempo, nel secondo tempo quella pistola sparerà”, allora se tu fai vedere spesso, spessissimo, una mano mozzata dentro a una teca di vetro e fai addirittura vedere il protagonista che la difende come se fosse l'unica cosa che conta, allora io alla fine voglio sapere di chi è quella dannata mano. E invece, alla fine della prima stagione, si sente solo uno strano rumore e vedo il protagonista agguantare la mano e sparire. Stagione successiva: tutto ricomincia come niente fosse. Alla domanda dove sei stato lui risponde “a salvare il mondo”. Ora, andateglielo a spiegare allo spettatore che non sa niente del Doctor Who che quella mano appartiene al Dottore (staccatagli e subito ricresciuta data rigenerazione appena avvenuta in Doctor Who 2005, 2 stagione) e che quel suono è il freno a mano del Tardis che è atterrato a Cardiff per la solita ricarica di energia e che Jack gli riporta la mano, trovandosi a finire la terza stagione del Dottore, in piena battaglia contro il The Master che prende per un anno il controllo del mondo, poi però il Dottore si riprende, annienta il nemico e riavvolge il tempo come se niente fosse successo. No, spiegateglielo.
Ok, chissenefrega, uno ci arriva lo stesso e lo so che sono pippe mie e solo mie. Il fatto però è che credo che uno spin-off debba stare in piedi da solo sì, però è anche figlio di qualcos'altro e quel qualcos'altro è dannatamente importante e non va mai dimenticato. Bisogna in qualche modo contestualizzare e dare un senso e in questo caso gli autori avrebbero dovuto chiedersi “ma perché vogliamo raccontare la storia di Jack Harkness quando non è con il Dottore?” e partire da lì. Ecco, nella prima stagione di Torchwood non lo fanno e anzi, è evidente, adottano un po' l'atteggiamento facciamo finta di niente, che prima o poi si dimenticheranno che questo è uno spin-off del Doctor Who.
Altro punto: Doctor Who è una serie per bambini. Che poi Moffat ormai se ne freghi è una di quelle cose per cui avrà la nostra stima imperitura, però il Dottore nasce come storia per tutti. Quindi niente parolacce, sesso, splatter. Torchwood nasce come risposta adulta al Doctor Who, quindi di parolacce sesso e splatter nella prima stagione ce n'è da vendere. E la natura diciamo libertina di Jack Harkness ha fatto sì che un po' tutti i personaggi alla fine non si formalizzassero nelle etichette di etero o gay, ma si dedicassero a una pansessualità che corrisponde a una sorta di tutti con tutti (alieni compresi). Ma chi siamo noi per giudicare? Nessuno, però c'è da dire che l'unico obiettivo della prima stagione è dimostrare che Ehi, non siamo mica il Doctor Who, possiamo dire Fuck quanto ci pare. Nella seconda stagione, in cui si cerca di costruire una storyline e di approfondire davvero i personaggi, questa ricerca della trasgressione a priori si perde e la serie ci guadagna un sacco.
Detto questo, posso affermare con certezza che sia che siate fan del Dottore sia che non lo siate (siete delle persone tristi), Torchwood va visto. Non tanto per la prima imperfetta stagione, o la seconda che fa il suo lavoro e confeziona alcuni episodi davvero impeccabili.
No, il meglio arriva con la terza, Torchwood Children of Earth.
Parlare di stagione non è appropriato. Questi sono stati 5 episodi speciali da un'ora, andati in onda sulla BBC per una settimana, tutti di fila. Infatti i titoli sono Day One, Day Two ecc... e anche perché l'azione si svolge in 5 giorni. Insomma, 5 ore di pura coolness, battute memorabili, hype continuo, tensione, passione, dramma, casini. Certe scene all'interno di Thames House col primo ministro e i consiglieri sembravano scritte da Sorkin. E il finale è qualcosa di straziante. Non c'è buonismo né un filo di retorica, anzi, a un certo punto, la scelta finale di Jack è talmente stronza che vorresti che un po' di retorica saltasse fuori per risolvere tutto. E poi c'è Gwen, che dice questo e io ho avuto un brivido e ho pensato ecco, sono dialoghi come questo che servivano nella prima stagione:
There’s one thing I always meant to ask Jack, back in the old days. I wanted to know about that Doctor of his. The man that appears out of nowhere and saves the world, except sometimes he doesn’t. All those times in history and there was no sign of him. I wanted to know why not. But I don’t need to ask anymore. I know the answer now. Sometimes the Doctor must look at this planet and turn away in shame.”
Grandi applausi
Ah, il grande pericolo di Children of Earth sono gli alieni e non è un grande spoiler dirlo. Comunque, io per tutto il tempo ho temuto una cosa: quando questo alieno bastardissimo compare e si vede solo una fitta nebbia e tutti che si avvicinano per capire cosa c'è lì dietro e gli fanno domande e lui niente... ecco io a quel punto ho pensato “no, ti prego, va bene tutto, ma se adesso la nebbia si dirada e compare un fottuto Dalek che dice e-x-s-t-e-r-m-i-n-a-t-e spengo e non lo guardo più”. Tranquilli i Dalek in Torchwood non ci sono. Però c'è un Cyberman nella prima stagione, protagonista di una delle puntate più cazzone della storia della TV.
Postilla: Torchwood esiste ancora e lotta con noi... è attualmente in onda una quarta stagione con ambientazione e produzione americana. Ma a un occhio più attento (ma pure a quello non attento) non si tratta di Torchwood. È una qualsiasi serie catastrofica estiva, una roba alla The Event per non dire Flashforward, in cui per caso ci sono due personaggi che una volta erano i protagonisti di una serie inglese bella, spin-off di una serie inglese eccelsa. Insomma, il nuovo Torchwood fa cagare. Se non lo seguite non mi offendo.

mercoledì 11 maggio 2011

Some very good reasons to watch Doctor Who

Lo so cosa state pensando. “Doctor Who??? Ma se l'ho visto una volta su rai4 e c'erano degli effetti speciali che io nel mio garage con un cacciavite e un po' di stagnola saprei far meglio”. Allora:
  1. ma guardate i telefilm doppiati? Via subito dal mio blog!!!
  2. il vostro cacciavite è sonico? Perché avete diritto di parola solo se possedete un cacciavite sonico. Tipo questo.
  3. oppure, semplicemente
Ok, un secondo di serietà (seriously?). Più o meno tutte le persone a cui sto dicendo in questi giorni DEVI GUARDARE DOCTOR WHO. TI CAMBIA LA VITA!, mi rispondono così. E allora io parto con le mie supercazzole su quanto siano fighi i personaggi, su quanto sia figo David Tennant (ho finito la quarta stagione, mi mancano un par di speciali natalizi e pasquali e poi addio Tennant. Ma per me lui rimane the one and only). Cerco anche di, senza spoilerare, dire quanto figa sia la trama e quanto tutto torni. Diciamocelo, abbiamo tutti visto Lost. Probabilmente siete fra quelli come me che dopo un episodio passavano la nottata su wikipedia a studiarsi pagine di fisica, paradossi temporali e gatti di Schrödinger. Insomma, siamo degli invasati con dei problemi, ma provate a immaginare un mondo perfetto in cui una trama complicatissima alla fine torna (ecco, non come Lost). Non vi sentite meglio? Doctor Who è questo. Ogni cosa che succede risponde a una logica e dopo un po' entrerete talmente tanto in quel mondo, e nel sistema di valori perseguito dal Dottore, che tutto vi sembrerà chiarissimo. È così bello quando una storia procede dritta dritta senza cazzate. E poi, parlare di “attenzione alla continuity” è quasi riduttivo. Questa è una serie (quella iniziata nel 2005) che riprende ben ventisei stagioni precedenti andate in onda dal 1963 fino all' 89, e senza una sbavatura. Non voglio dilungarmi, quindi, insomma, ecco... GUARDATELO! Un'ultima cosa, il Dottore è anche molto istruttivo. Quindi non è che sia una totale perdita di tempo, per esempio:
  • lo sapevate che il tempo non è una stretta progressione di causa ed effetto, bensì, da un non lineare, non soggettivo punto di vista, è più come una big ball of wibbly - wobbly, timey -  wimey... stuff (per darvi un'idea di come parla e anche perché non saprei come tradurlo)
  • probabilmente tutto quello che conoscete sui viaggi nel tempo l'avete imparato da Marty McFly. Non ricordo bene in quale puntata ma il Dottore smentisce le teorie di Ritorno al Futuro. E mi dispiace, ma Time Lord batte Michael J. Fox 1 a 0.
  • se vi troverete mai a viaggiare nel tempo e nello spazio, qualsiasi cosa succeda, DON'T INTERFERE! A meno che il Dottore non dia il permesso
  • se vi capiterà mai di fancy someone (meravigliosa espressione... grazie Londra) e non sapere bene se siete ricambiati o meno, chiedetevi che ruolo state ricoprendo. Insomma, siete Martha Jones o siete Rose Tyler? Nel primo caso, beh, lasciate perdere. Nel secondo, (SPOILER!) sperate in un clone.
  • se camminate per strada e vedete uno strano cilindro metallico parlante che dice “E-X-T-E-R-M-I-N-A-T-E!”... RUN FASTER AS YOU CAN!
  • se vi capita di entrare in un Tardis, don't disappoint the doctor, quindi per favore dite “It's bigger inside!”
  • ah c'è un effetto collaterale dovuto alla visione della serie, è probabile che vi ritroverete ad esclamare “allons-y!” e “molto bennne” (anche se siete italiani, quindi dirlo con l'accento inglese è un po' un paradosso... ma tant'è) e gli amici vi guarderanno strano
  • qualunque cosa succeda, state sempre ben lontani da Londra la vigilia di Natale